Il web marketing al tempo della SEO

Parlare di web marketing oggi significa perlopiù parlare di SEO, cioè di ottimizzazione sui motori di ricerca (questo vuol dire la sigla tradotta dall’inglese) o, per dirla ancor meglio, far sì che il proprio sito risulti in prima pagina sul motore di ricerca per eccellenza, e cioè su Google.

Del marketing si valorizza un aspetto, la ricerca dei clienti – pur targettizzati – dimenticando una serie di elementi che hanno fatto invece la storia della disciplina, e in particolar modo la comunicazione, che nelle prime riflessioni sul web marketing aveva assunto una caratterizzazione originale e innovativa.

Rispetto alla classica comunicazione di marketing adatta ai mass media, e cioè rapida, essenziale, emotiva, fatta di slogan, adatta a catturare un pubblico indifeso e poco attento, una comunicazione stupida (anche se fatta in modo estremamente intelligente) fatta per un pubblico ingenuo. E una comunicazione sempre uguale a se stessa, indifferenziata, adatta a bisogni di massa. Il web avrebbe introdotto, era questa la speranza, una modalità comunicativa più lenta, ma più articolata, più ricca di suggestioni e di approfondimenti, utile a instaurare un rapporto tra venditore e cliente, una relazione continuativa e ripetuta. Tutto questo è ancor vero, e se l’ottimizzazione è indispensabile per arrivare al cliente, non è sufficiente per vendergli qualcosa, per questo bisogna riscoprire la qualità comunicativa insita nelle vecchie idee del web marketing.

La fase di ottimizzazione per essere correttamente posizionati e poi per essere selezionati tra i tanti che affollano la rete è indispensabile, ma una volta risultati tra i primi nella SERP prodotta dal motore di ricerca si è solo alla prima fase del marketing, il cliente a questo punto va convinto con un’articolazione del marketing mix (il prodotto, il prezzo, la comunicazione e la distribuzione) che richiede competenze e abilità diverse. Un buon sito produce risultati di vendita solo e quando non solo viene rilevato come primo tra gli altri siti da Google (o tra i primi), ma anche se ha un’offerta ben strutturata e ben comunicata, con il giusto prezzo, con la giusta politica di distribuzione e con i servizi necessari a trasformare un sito normale in un sito eccellente.