Il Sudafrica legalizza il commercio di corni di rinoceronte: un duro colpo all’ambiente

Gli ultimi anni sono stati decisamente difficili per quanti in tutto il mondo si battono per la tutela dell’ambiente. E chi pensava che l’approdo ufficiale di Donald Trump alla Casa Bianca, avvenuta nel mese di gennaio, sarebbe stato l’evento peggiore di questo 2017 per l’ambiente, si deve ricredere.

Infatti, se il Presidente degli Stati Uniti d’America sta tenendo fede al proprio programma elettorale e ha ufficializzato la volontà di tornare ad investire sul carbone e a cancellare le politiche pro-ambiente che hanno caratterizzato l’amministrazione di Obama sia nel primo che nel secondo mandato, ora arrivano brutte notizie anche da altre parti del mondo e precisamente dal Sudafrica, dove una decisione dell’Ata Corte Sudafricana ha mandato in soffitta il divieto, fino ad oggi vigente su tutto il territorio nazionale, relativamente alla commercializzazione dei corni di rinoceronte, che dopo tale decisione diviene quindi pratica totalmente legale.

I contenuti della decisione dell’Alta Corte Sudafricana

Il massimo organo giurisdizionale di uno dei paesi più importanti di tutto il Continente africano ha preso una decisione che ha scatenato le veementi proteste di quanti in tutto il mondo lottano per la tutela dell’ambiente, che passa anche dalla tutela delle specie animali.

I giudici hanno preso la decisione di porre fine ad un divieto che in Sudafrica era in vigore dal 2009, ovvero quello relativo al commercio dei corni di rinoceronte. La decisione presa dai giudici risale ad un mese fa ma forse è stata resa nota soltanto nei giorni scorsi proprio per le polemiche che era facile prevedere avrebbe scatenato.

La notizia è stata riportata da diversi quotidiani ed è stata poi confermata dalle autorità sudafricane: immediate le reazioni di gioia degli allevatori e quelle di segno opposto delle associazioni che in Sudafrica e non solo si battono per la tutela dell’ambiente. Ad ogni modo la decisione dell’Alta Corte Sudafricana non fa venire meno il divieto di esportazione, norma che poggia anche su una apposita Convenzione Onu.

Le reazioni alla decisione

Come anticipato, gli allevatori hanno accolto con favore la scelta dei giudici, affermando che il ripristino del commercio legale è l’unico modo per porre fine all’odioso fenomeno del bracconaggio, il quale stando agli allevatori sarebbe il vero pericolo contro cui chi si occupa di ambiente dovrebbe battersi per impedire l’estinzione delle specie animali e in questo caso dei rinoceronti.

Inoltre, stando al massimo dirigente dell’associazione che riunisce tutti gli allevatori di rinoceronti presenti in Sudafrica, la possibilità di commercio decisa dai giudici è l’unico modo che gli allevatori hanno per rientrare dai costi per la tutela di questi animali.

Ovviamente sono di segno opposto le reazioni di chi si batte per la tutela degli animali e conseguentemente dell’ambiente: il WWF ha voluto ricordare come 8 rinoceronti su 10 di quelli presenti in tutto il mondo si trovino sul territorio sudafricano e come il fenomeno del bracconaggio abbia subito un aumento vertiginoso negli ultimi anni.

Secondo il WWF e tutte le altre associazioni che si occupano di tutela dell’ambiente, la decisione presa dai giudici renderà il bracconaggio una pratica legale, portando velocemente i rinoceronti sulla strada dell’estinzione, così come altre specie animali che hanno nella realtà del Continente africano il proprio habitat naturale.

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