Cultura e turismo, un binomio di grande attualità

Nello sforzo di rinnovamento che il governo sta cercando di attuare, c’è spazio anche per la cultura e il turismo e questa è sicuramente una buona notizia. Che la cultura sia uno dei fattori di ricchezza, anche economica, del Paese, è un elemento rivendicato sempre, ma scarsamente valorizzato.

Nel decreto, già in vigore e in attesa di essere convertito ci sono molte cose, alcune di routine, altre specifiche su alcuni progetti (Pompei e la Reggia di Caserta) ma anche alcune importanti novità. La prima, che dà il nome al progetto – Art Bonus – è la possibilità per soggetti privati e istituzionali, di detrarre fino al 65% delle donazioni effettuate per beni culturali pubblici. Quindi chi effettuerà delle donazioni destinate a musei, biblioteche, siti archeologici, fondazioni liriche e cos’ via potrà detrarre in tre anni il 65% della donazione, un meccanismo, per intenderci, simile a quello in vigore per le spese di ristrutturazione della casa. È non solo una buona notizia perché fa – auspicabilmente –arrivare nuovio fondi alla cultura, ma anche perché inverte un processo di finanziamento accentrato e dirigista. A decidere che cosa finanziare e come saranno i privati, non lo Stato centrale, attraverso meccanismi di fund raising che metteranno in gioco le capacità comunicative e manageriali dei singoli istituti.

Ma c’è altro nel decreto, innanzitutto, come nella politica di questo Governo, una serie di misure di semplificazione e di alleggerimento delle strutture, con l’abolizione di alcuni enti e la revisione di altri, in particolare dell’Enit, che finora ha giocato male la missione della promozione turistica del paese.

C’è poi il capitolo dedicato alle imprese ricettive, con finanziamenti possibili su due punti di debolezza del nostro sistema di accoglienza: le strutture fisiche, e specialmente, l’accesso alla rete internet. I finanziamenti riguarderanno dunque gli investimenti che le singole imprese faranno per migliorare la propria presenza in rete. La presenza di queste misure in un decreto sui beni culturali, testimonia il legame che anche per il Governo Renzi c’è tra turismo e cultura, tra sviluppo del turismo, miglioramento della cultura e sviluppo economico del paese.

Ma su questo si possono fare delle obiezioni: il rapporto cultura turismo viene sempre evocato quando si parla di cultura come volano possibile dell’economia, e questo è vero e viene ribadito dalle norme del decreto. Ma non basta. La cultura è fonte di sviluppo economico anche da altri punti di vista, che vengono trascurati. La cultura è identità del territorio e questo è un fattore fondamentale di competitività nella competizione globale: più un territorio è ricco di identità e di caratterizzazione, più è competitivo non solo nell’attrarre visitatori e  turisti, ma anche finanziamenti e cittadini. La fuga dei cervelli (e l’attrazione di cervelli) si fa migliorando la cultura di una località, e creando quindi sul territorio identità e occasioni di impiego di qualità.